Kidz Project: Exploring their skateboard experience

L’esperienza del Kidz Project ci stimola sempre a migliorare ed è occasione di riflessione per noi istruttori sul rapporto con i ragazzini appassionati di skateboarding, ma anche sul rapporto che gli stessi ragazzini vanno a creare con le proprie tavole: qualcosa che noi tutti abbiamo vissuto sulla nostra pelle e che oggi, grazie all’esperienza, riusciamo persino a concettualizzare.

Ecco 4 cose che abbiamo capito e che forse ancora non sapevamo sul Kidz Project:

  1. Sono sempre più piccoli i bambini che si avvicinano allo skateboard. Ci ricordiamo di Damiano, Anna, Alice, Silvia…. piccoli esseri di appena 5 anni che avevano chiaro il loro obiettivo: stare in piedi sullo skate.
  2. Sono sempre di più le bambine che si avvicinano allo skateboard. Basta con questa storia che lo skate lo possono fare solo i maschi che non devono preoccuparsi di ginocchia sbucciate. Vedere queste bambine e ragazzine che non temono il dolore pur di riuscire a “volare” ci fa sperare in un mondo più equo.
  3. I corsi di skate del Bunker danno ottimi frutti. Vedere questi ragazzini, che magari sono saliti sulla tavola meno di sei mesi fa, affrontare il contest con concentrazione e tecnica ci riempie di soddisfazione
  4. Il ragazzi che frequentano il Bunker, anche se non sono più Kidz, rappresentano la storia del Kidz Project e sono fonte di ispirazione per gli altri bambini.

Il Kidz Project ci piace per questo, perchè fa crescere tanti bambini con le ruote sotto ai piedi e fa crescere noi, non facendoci mai dimenticare chi siamo stati da piccoli.

Learn2Skate, Skate2Learn.

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