Summer Skate Camp 2017 Volume 5

Quando Stefano Federici ci ha passato il video di questa settimana di camp abbiamo messo a fuoco una cosa: gli skaters-istruttori del Bunker sono veramente bravi. Insegnare a skateare non è solo una questione di trick. Insegnare a skateare è una questione profondamente psicologica: è far capire che una cosa che risulta decisamente impossibile è, invece, possibile se la si affronta con coraggio, caparbietà e fiducia nella fisica e in se stessi. E’ avere a che fare con l’euforia di voler staccare la tavola da terra e il panico di affrontare, da solo, un bank più duro. Con la propria euforia e il proprio panico. Oltre che con quello della persona a cui si insegna.

I nostri istruttori trasmettono ai ragazzi tutta la tecnica che possiedono, ma anche qualche cosa di più, di molto più prezioso e unico: li rendono autonomi nel sentire lo skateboarding, capaci di ascoltare i loro piedi e i loro sensi nella relazione con la tavola e con la strada.

Per imparare a skateare non basta imparare la tecnica.  Per imparare a skateare bisogna volere che lo skate diventi parte della nostra stessa esistenza. La parte più grande, magari! E a ricordarcelo, nel video di questa settimana,  c’è anche Ale Mazzara, fresco vincitore a soli 13 anni del NASS festival 2017.

Quindi grazie Nico, Talut, i Mattei, Stefano, e tutti gli altri: grazie per la tecnica, i sentimenti, l’abilità, la paura, l’impotenza, lo stile, il sudore, la costanza, il grip, le ruote… grazie per tutto quello che significa skateare.

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