Il Kidz Project: spazio ai piccoli con lo skateboard!

Cosa si può fare con un pò di fantasia, un  pizzico di determinazione e tanta libertà?

Sicuramente un Kidz Project.

E, dal lontano 2010, anno in cui il Bunker Skatepark organizzò il primo Kidz Project (il video più sotto si riferisce proprio alla prima edizione) ne è passato di asfalto sotto le ruote. Ricordando le immagini di quella prima festa dei bambini persino noi alluciniamo a vedere come siano cresciuti a pane e skate.

Sembrava una sfida impossibile. A Roma. Dove la cultura skate ha più difficoltà di emergere che al Nord Italia. Ma i bambini, si sa, sono naturalmente curiosi e attratti da attività che fanno loro sperimentare la libertà e, se vogliamo, quel pizzico di velocità in più. Sviluppando abilità fisiche e mentali essenziali di cui faranno tesoro nella loro vita (vedi il concetto di “equilibrio”, come quello di “protezione”),  i bambini hanno l’opportunità di imparare ad avere fiducia in se stessi e a creare interazioni positive con gli altri, soprattutto se sono loro a chiedere spontaneamente di avvicinarsi alla tavola. Alla base del Kidz Project ci sono proprio queste ragioni: far conoscere ai bambini la soddisfazione che si prova nel cavalcare una semplice tavola con le ruote.

Nell’ultima edizione, che si è svolta il 27 Ottobre, abbiamo deciso di dedicare l’intera mattinata ai primi passi e il pomeriggio ai contest: l’area street del park è stata tenuta a completa disposizione dei principianti fino alle 13:30. Bambini dai 4 anni in su, con prevalenza tra i 5 e gli 8, hanno iniziato a prendere confidenza con lo skateboard e con gli istruttori ascoltando attentamente le spiegazioni tecniche sul park e le regole di base per muoversi senza procurare o procurasi incidenti, fino ad arrivare, alla fine del turno, a scendere piccoli bank o a spingersi in flat. Sotto gli sguardi increduli e dissimulanti preoccupazione dei genitori gruppi di ragazzini si lanciavano dai 4mt di altezza del Vert come fossero sullo scivolo dell’oratorio!  D’altra parte sono proprio questi esercizi, al limite tra il gioco e la tecnica, che permettono di ottenere una corretta e sicura progressione del bambino all’interno dello skatepark: correre su un bank, trovare l’equilibrio su un rail, saltare gli scalini aumentandone gradualmente il numero sono tutte pratiche che permettono al bambino di scoprire il contesto entro cui muoversi e distinguere le caratteristiche specifiche di ogni struttura, di modo che, nel momento in cui le affronterà con la tavola, ne riconoscerà gli aspetti principali, saprà capirne il livello di difficoltà, potrà prevedere la quota parte di rischio che si nasconde in un ostacolo.

I ragazzi più grandi, quelli che oggi rappresentano la Crew del Bunker, sono la prova vivente di quanto affermiamo. Sono stati proprio loro, dopo aver passato tutta la mattinata tra sorrisi, qualche sbucciatura, facce sudate e panini con hot dog, a mostrare la loro esperienza quasi quinquennale nel Bunker Skatepark sfidandosi sulle varie strutture per il  best trick a zone: Francesco ha chiuso un elegantissimo feeble sul rail grande; Jacopo si è portato a casa un hardflip su bump to bump e ha chiuso un enorme flip ollandosi tutta la piramideMatteo ci ha voluto deliziare con un nollysmithgrind sul  manualapad e Simone, sempre sul manual pad, ha chiuso un frontside 180 fake 5-O.

Per la categoria Basic, ovvero i ragazzi che hanno all’attivo qualche mese di frequentazione del park, Lorenzo ha vinto i premi messi in palio da DC shoes, 7hillsdistributione e SB261 esibendosi in una run da 3 minuti e dimostrando già la sua padronanza dell’ollie. Il Kidz Project ci aiuta ogni volta a combattere lo stigma sociale che associa lo skate ad un’attività riservata esclusivamente a temerari, masochisti e incoscenti disturbatori. Se praticato in modo sicuro e corretto lo skateboarding risulta meno pericoloso di sport tradizionali come il basket, il calcio e il ciclismo. Lo skate offre al bambino l’occasione perfetta per assumersi  dei rischi calcolati in un ambiente controllato, con conseguenze oggettive e immediate nel caso in cui le manovre non vengano eseguite correttamente. Come succede un pò nelle arti marziali anche nello skate le tecniche fondamentali devono essere apprese e consolidate nel tempo con la pratica e la pazienza, il bambino impara a prendere l’iniziativa sul proprio apprendimento in relazione al risultato che vuole raggiungere.

Non c’è letteralmente alcun limite a ciò che uno skater può imparare su uno skateboard, a partire dalla quantità e varietà di trick al tipo di spot che si possono sfruttare o creare con la fantasia,  praticamente infiniti. Se praticato e promosso adeguatamente, lo skateboarding può essere uno strumento efficace per insegnare l’autodisciplina e preparare i giovani di oggi alla varietà di sfide e ostacoli che saranno chiamati ad affrontare, come tutti noi, nella vita, come  testimonia la riflessione di una mamma dei bambini che partecipano al Kidz Project:

“I miei figli (8 e 11 anni) non vedono l’ora di andare  al Bunker… Quando ho posto loro la domanda perchè vi piace il Bunker, la risposta è stata perchè siamo LIBERI. Ed è proprio questo il segreto di questo Skatepark lasciare liberi i ragazzi i bambini di esprimersi, di condividere, di creare… Le attività hanno sempre un fine che i bambini ed i ragazzi forse leggeranno e capiranno poi, ma che a noi genitori certo non sfugge… COMPLIMENTI A TUTTI e GRAZIE…”

Si ringraziano le gentilissime mamme per i preziosi contributi fotografici.

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